Spudorata e indecente la “casta”: salva se stessa dalla manovra “lacrime e sangue”

E’ stata approvata in tempi molto rapidi, per le note turbolenze finanziarie dovute ad attacchi speculativi contro il nostro Paese, la manovra economica di complessivi 70 miliardi per il pareggio di bilancio da raggiungere nel 2014. E’ da tutti giudicata molto pesante e non si nascondono i possibili rischi di recessione che potrebbe provocare. “Come potete chiedere altri sacrifici a noi se non avete toccato di un euro i vostri privilegi?”: è la voce di una signora pensionata che ha partecipato a un sit – in di protesta in piazza Montecitorio.

Questa denuncia esprime in maniera diretta ed efficace il senso di indignazione e di rabbia della gente per una manovra che affonda le mani nelle tasche degli italiani e non in quelle dei parlamentari. La “prima classe” del Titanic, di cui ha parlato metaforicamente il ministro del tesoro Tremonti alla Camera, per ora è appena sfiorata dalla crisi. Nella manovra era prevista la perequazione degli stipendi dei politici italiani ( attualmente ammontante, al netto di altre voci accessorie, a più di 12mila euro lordi al mese,) ai 5.335 euro della media europea, ma tale provvedimento è stato rinviato alla prossima legislatura. Ci si è limitati, per il momento, di riservare gli aerei di Stato solo alle cinque alte cariche, nulla di più, e non è esclusa la possibilità  di deroga a tale norma; è vietato, inoltre, l’uso delle auto blu di cilindrata superiore ai 16.00 cc, con l’eccezione delle alte cariche. Tradotti in moneta, tali leggerissimi provvedimenti fanno risparmiare all’erario otto milioni di euro appena: “quisquilie”,  direbbe Totò.
Ma sapete qual è la sfacciata gaglioffaggine dei nostri rappresentanti? E’ stato stabilito, all’ultimo momento, in commissione bilancio, di perequare, nella prossima legislatura, le retribuzioni della classe dirigente nazionale  non più alle indennità della media europea, ma alla media dei “sei principali Stati dell’area euro”, i più ricchi. E la riduzione dei rimborsi elettorali, che pure era stata promessa? Anche qui, scontata la decisione assunta, vista la cinica e disgustosa spudoratezza della casta: se ne riparlerà nella prossima legislatura. Di diminuire il numero dei parlamentari( dagli attuali 945 a 600) se ne discuterà a breve, promettono in tanti, ma, intanto, non è stato lanciato dal Palazzo nessun segnale nel senso della rinuncia a diversi privilegi e del contenimento dei costi della politica, per la condivisione con i ceti medio- bassi di un tenore di vita sobrio e parsimonioso. Per noi i sacrifici cominciano subito, i nostri rappresentanti, invece, badano bene a salvare se stessi dall’onda voluminosa degli effetti della manovra, che colpisce coloro per i quali il quotidiano è già faticoso, che a stento arrivano a fine mese. La prima classe, di cui fanno parte anche consiglieri regionali e provinciali, per il momento si è messa al riparo dalle acque procellose della manovra “lacrime e sangue”, quelli di terza classe  ne sono investiti in pieno. A questi, come sempre, non è accordato nessun trattamento non di favore, ma di giustizia sociale. Che indecenza!

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