Lettera di un giovane lettore di CasoriaDue.

Salve direttore, la ringrazio per l’attenzione. Ho 25 anni, abito in questa città da sempre. Qui ho frequentato le scuole, qui credevo di poter costruire una famiglia. Speravo ingenuamente che nel tempo le mancanze, i piccoli e grandi problemi di questa città potessero essere risolti. Siamo nel pieno di una nuova grave crisi amministrativa, di cui ad oggi non si conoscono gli sbocchi. Le “crisi”, “i mal di pancia dei consiglieri” “il rilancio dell’azione amministrativa” sono termini oramai entrati nel mio lessico da quando ho cominciato ad interessarmi di politica locale, attraverso giornali e chiacchiere con amici. Sincero democratico non ho mai ritenuto, finora, di dovermi direttamente impegnare in politica. Sincero democratico non ho votato il sindaco vincente nel 2008, ho salutato senza particolari rimpianti l’amministrazione e il sindaco Stefano Ferrara che pur qualcosa avevano fatto (non mi vergogno a dire che, a

casa mia, la raccoltadifferenziata l’abbiamo cominciata nel 2008). Sincero democratico ho plaudito alla vittoria della coalizione di centro-sinistra, confidando nel Sindaco Carfora in primis, sperando che le beghe che avevano impedito al centro destra di governare fossero un lontano ricordo. Dopo un anno, la situazione se fosse possibile è pure peggiorata, nulla e dico nulla è stato fatto per questa città. I grandi temi di campagna elettorale sono rimasti su carta, l’attualità è solo: poltrone, nomine, nomine, poltrone, poltrone. Che futuro quindi per Cassoria? Città senza stadio, senza sport, senza piste ciclabili, senza verde, senza cultura, senza adeguati servizi per gli anziani e per i giovani senza rispetto per i propri monumenti religiosi che potrebbero essere cassa di risonanza per un turismo”sacro”? Città dove ahimè i giovani più che cercare di costruire un futuro più vivibile preferiranno andar via da queste macerie. Ed è a loro che mi rivolgo: Miei compagni di classe come Enzo Limatola, Gennaro Dezio e Salvatore Boccarossa e Tonia Innocente, i miei colleghi universitari Gianni Persichetti e Pino Novarello, persone dalle idee diverse e contrapposte, ma giovani di valore che insieme a me ed altri ragazzi valenti(appartenenti o meno ai partiti) di questa città potrebbero e dovrebbero far sentire la propria voce. Insieme. Superando per un momento gli steccati ideologici per costruire dai giovani e coi giovani la Casoria del futuro. Rimando ad un efficace slogan tanto amato dalle mie colleghe universitarie: “Se non ora, quando?”

 

Amilcare R.

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