IL MONITO DI NAPOLITANO: LA RIFORMA ELETTORALE VA FATTA.

(Dalla nostra inviata alla camera dei Deputati)

 

ROMA: I Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, lancia allarmato un nuovo aut aut: la nuova legge elettorale va fatta. Anche a maggioranza. I partiti rispondono tutti dando la propria disponibilità a cercare una sintesi che, però, non sembra dietro l’angolo.
Il richiamo del Colle arriva nella formula ufficiale della lettera ai presidenti delle Camere: ”Mi auguro – e’ l’auspicio del capo dello Stato – che l’autorevole opinione dei Presidenti delle Camere, nel loro continuo rapporto con i Presidenti dei gruppi parlamentari, possa concorrere a sollecitare la oramai opportuna e non rinviabile presentazione in Parlamento di una o più proposte di legge elettorale”.
Da tempo il capo dello Stato, sia pubblicamente che nei colloqui privati con i vari leader, aveva fatto trasparire la propria preoccupazione che tutto finisse in un nulla di fatto.
”Stanno trascorrendo le settimane”, sottolinea, ”senza che si concretizzi” la presentazione di una riforma su cui i partiti ”hanno da tempo annunciato di voler raggiungere un’intesa”, si tratta di un atto ”non più rinviabile”. Tutto questo ”anche rimettendo a quella che sarà la volontà maggioritaria delle Camere” i nodi più spinosi. Il monito di Napolitano arriva anche il giorno dopo l’auspicio espresso dal premier Mario Monti che l’Italia metta in campo riforme ”politico-istituzionali” anti-spread.

 

 

 

Ma, nonostante il confronto in maggioranza sulla riforma sia quotidiano, le posizioni restano distanti e, soprattutto, e’ necessario un accordo di ferro, sul quale i partiti riescano a ‘tenere’ i propri parlamentari, eletti col ‘Porcellum’ e di certo poco disponibili a votare la propria ‘auto-esclusione’ dalle Camere.
Sulla carta un canovaccio di intesa ci sarebbe. Tra i punti fermi il premio di maggioranza, non alla coalizione ma al partito più votato (anche se si starebbe discutendo della sua quota che il Pdl non vuole inferiore al 15%). A fronte di questo il Pd incasserebbe i collegi (uninominali ma proporzionali sullo schema del Provincellum) ma su questo pesa l’incognita del partito trasversale delle preferenze. Gli ‘sherpa’ dei partiti di maggioranza si sentono quotidianamente ma al momento non c’e’ una sintesi finale che, ove vi fosse, come spiega uno di loro potrebbe portare a un ”ok in tre settimane”.
Se ne parlerà comunque in Senato, dove la discussione sulla legge elettorale e’ incardinata da tempo. ”Non ci sottrarremo” assicura il presidente del Senato Renato Schifani dopo aver letto la lettera del capo dello Stato e facendo sapere che alla prossima capigruppo porra’ la questione. Ne prende atto il presidente della Camera Gianfranco Fini che fa sapere che anche lui ne interesserà la capigruppo visto che si tratta di una questione ”politica” e rimarca che, in ogni caso, Montecitorio e’ ferma sull’argomento per ”doveroso rispetto dell’altro ramo del Parlamento” dove la discussione e’ già avviata.
La ‘scossa’ di Napolitano provoca comunque una reazione immediata nei partiti che sulla carta si dicono disponibili a una revisione del sistema di voto. ”Siamo assolutamente pronti a discutere ma non so gli altri”, dice il leader del Pd Pier Luigi Bersani. ”Siamo pronti – fa sapere anche il segretario del Pdl Angelino Alfano – a valutare in piena trasparenza e concretezza” le varie ipotesi in campo con l’auspicio che ci sia un ok di Palazzo Madama in tempi rapidi. ”Un’intesa si puo’trovare”, dice il relatore del provvedimento, l’azzurro Lucio
Malan che cita l’esempio del modello ispano-tedesco, sul quale prima delle amministrative l’intesa sembrava a un passo. Il Pdl rilancia, però, anche il confronto sulle riforme e sul presidenzialismo che tornerà nel vivo solo la prossima settimana proprio in attesa di vedere la piega che prendera’ il dibattito sulla legge elettorale. Bene Napolitano dice la Lega con Roberto Maroni e anche l’Idv plaude anche se invita tutti a non derogare da un paletto: quello della scelta della coalizione e del premier prima delle elezioni.

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