Grasso presidente del Senato

Pietro Grasso è stato eletto presidente del Senato vincendo il ballottaggio con Renato Schifani con 137 voti su 313. Ha raccolto 20 voti in più di Schifani (Pdl) che ne ha presi 117. Luis Alberto Orellana (M5S) ha avuto 5 voti, Gaetano Quagliariello (Pdl) un voto. Le schede bianche sono state 52, le nulle (in cui si contano quelle per Orellana) sono 7. Presenti 313, votanti 313.

Di seguito una breve biografia:

Nato a Licata il giorno di Capodanno del 1945, Pietro Grasso (che molti continuano a chiamare Piero), inizia la sua carriera nelle istituzioni come pretore a Barrafranca dal 1969. Nella metà degli anni ‘70 arriva a Palermo come pm, in tempo per occuparsi delle indagini sulle connivenze tra mafia e affari, e dell’omicidio del presidente della Regione Sicilia Piersanti Mattarella nel 1980. Quattro anni dopo è giudice “a latere” del primo maxiprocesso contro Cosa Nostra, istruito da Falcone e Borsellino, e

assieme al presidente della Corte Alfonso Giordano è stato l’estensore della sentenza di condanna per i 475 imputati. Dopo il maxiprocesso, arrivano i primi contatti con la politica.

Diventa infatti consulente della Commissione parlamentare antimafia, diretta prima da Gerardo Chiaromonte e poi da Luciano Violante. Nel 1991 l’allora Guardasigilli Claudio Martelli lo vuole come consigliere alla Direzione Affari Penali del ministero di Grazia e Giustizia, assieme a Giovanni Falcone. Dopo le stragi del 1992 e l’istituzione della Direzione Nazionale Antimafia, Grasso viene nominato procuratore aggiunto a Palermo e Firenze, dove si occupa degli attentati del 1992 e del 1993.

 

Dall’agosto 1999 all’ottobre 2005 è procuratore capo di Palermo, dove si segnala per l’arresto di 13 tra i 30 latitanti più pericolosi. Nel 2005 sostituisce Pier Luigi Vigna come Procuratore Nazionale Antimafia: una nomina non senza polemiche perché il favorito Gian Carlo Caselli venne estromesso da un emendamento “ad personam” inserito dal Pdl nella Riforma Castelli che di fatto spianò la strada a Grasso. Come Procuratore antimafia, Grasso ha guidato la DNA alla cattura, nel 2006, del capo di Cosa Nostra Bernardo Provenzano.

Apprezzato a destra come a sinistra, Grasso al contrario di altri colleghi non si è mai esposto pubblicamente. Ha elogiato l’impegno del governo Berlusconi nella lotta alla mafia, e oggi ha ricevuto anche l’apprezzamento di Marcello Dell’Utri. La politica lo ha cercato spesso, prima come sindaco di Palermo, poi come governatore della Sicilia, ma Grasso ha sempre rifiutato, rimandando l’eventuale candidatura alla pensione, e dicendo di preferire una “lista civica nazionale” ai partiti.

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