Fratus (Reach Italia): “Bisogna insistere su cooperazione internazionale e sostegno a distanza”

Dambisa Moyo, economista dello Zambia, a giugno del 2009 ha pubblicato un libro che ha scosso parte dell’opinione pubblica. Il titolo è “La carità che uccide”, esso descrive gli aiuti occidentali come una forma di paternalismo autoritario. Secondo la scrittrice africana, il “continente nero”, più che usufruire degli aiuti, dovrebbe rendersi conto che essi finora hanno danneggiato i popoli dei paesi più poveri del mondo. Per il pensiero di Moyo, il sistema degli aiuti umanitari ha creato nell’Africa il mito per cui non si può crescere senza il sostegno altrui. Moyo nel suo testo poi prende di mira la corruzione politica, i rapporti particolari tra alcune associazioni e i governi, le lobby che s’avvantaggiano degli aiuti per acquistare voti e finanziare interessi particolari.

A distanza di cinque anni le tesi di Dambisa sono ancora valide, bisogna insistere sulla via maestra dell’autosviluppo. «Una cosa è certa, la dipendenza dagli aiuti non ha funzionato. Bisogna fermarne il ciclo», questa frase di Moyo fa sintesi sul disastro rappresentato dal sistema paternalistico.

Il Governo italiano può fare la sua parte, dal 1 Luglio avrà il semestre di Presidenza italiana nell’Unione Europea, potrebbe essere l’occasione per strutturare a livello internazionale un confronto tra le ong e i governi in modo che alla cooperazione collabori chi realmente conosce le esigenze dei Paesi aiutati. “Basta andare qualche volta in Africa per capire ciò di cui hanno bisogno paesi come il Burkina Faso, il Niger, il Mali, alcuni di quelli in cui opera Reach Italia. Non sono i soldi a cambiare la vita ma percorsi che puntino a potenziare l’istruzione, glii ospedali, la sanità, a rendere fertili i terreni, a creare centri di formazione per imparare i mestieri. Reach Italia segue vari progetti per raggiungere questi obiettivi, il nostro auspicio è che siano sempre più persone a crederci. Non gli aiuti umanitari ma sostegno a distanza e progetti di cooperazione internazionale sono gli aspetti su cui insistere”, così si è espresso Fabrizio Fratus, responsabile comunicazione di Reach Italia Onlus, associazione operante in sette paesi in Africa: Burkina Faso, Niger, Congo, Capo Verde, Guinea Bissau, Mali, Ruanda, con il contributo attivo delle comunità locali.

L’autodeterminazione è la strada da seguire, il sostegno a distanza la via maestra.

 

Share This Post

Post Comment