DUE PESI, DUE MISURE

 Il 17 ottobre scorso Report, la trasmissione condotta dalla giornalista Milena Gambanelli, è andato in onda occupandosi delle megaville del premier Silvio Berlusconi ad Antigua. A quanto pare le carte relative all’acquisto dei quattro acri di terreno in quel di Antigua sono regolari. C’è, piuttosto, un alone di mistero e di non chiarezza in tutto ciò che ruota intorno a questo acquisto.

Proverò a riassumere in breve. Silvio Berlusconi acquista nel 2007 il terreno dalla Flat Point of Development Limited, nella baia di Nonsuch Bay, dove si costruiscono ville per iniziativa della società Esmerald Cove, che gestisce interamente il capitale della Flat Point. Il tutto per un milione e settecentomila euro. La Esmerald Cove è a sua volta controllata dalla società Kappomar, sede a Curacao. Fra i fiduciari  della holding che mette insieme queste società c’è un funzionario della banca Arner che ha sede nella Repubblica elvetica e filiali decentrate a Torino. Una banca di fiducia del Presidente del Consiglio, qualche anno fa sottoposta a indagine da parte della Banca d’Italia per sospetti passaggi di denaro. La Flat Point ha un conto corrente in Arner, chi acquista ad Antigua, dunque, si serve della Arner attraverso la Emerald Cove.

Il conto corrente numero uno della Arner è quello di Silvio Berlusconi, ma l’istituto di credito svizzero ospita anche i conti delle società più importanti della holding del Presidente del Consiglio, come la Fininvest.

Detto ciò, la domanda posta nell’inchiesta della Gambanelli era “da chi lui ha acquistato quei terreni”.

Una risposta a tale domanda ancora non c’è stata. Immediata, invece, è stata la replica del premier, che si è sentito diffamato ed ha così dato mandato all’avvocato Fabio Lepri di citare in sede civile “tutti i responsabili dell’illecito”.

Di certo non intendo sostituirmi agli organi competenti che faranno luce sulla questione, né tanto meno indurre ad una lettura di parte dello stato dei fatti. Ciò che mi stupisce e mi lascia senza parole è il principio non reciprocità che pesa su tutta la vicenda. Intendo far riferimento al Lodo Alfano, una legge costituzionale che garantirebbe l’immunità alle alte cariche di Stato anche nei processi relativi a fatti antecedenti l’assunzione della carica. E’ delle ultime ore la notizia che Berlusconi vorrebbe rinunciare all’ormai approvato Lodo Alfano. Ma se così non fosse, significherebbe che da oggi in poi Berlusconi sarebbe libero di citare in giudizio chiunque, come per esempio Report, ma non potrebbe essere a sua volta citato in giudizio. Due pesi, due misure.

                                            Chiara Vancheri

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