Convegno PD

RELAZIONE INTRODUTTIVA

(CONVEGNO DEL 24/07/2013)

Ci avviamo a celebrare il Congresso Nazionale del PD, preceduto dai congressi territoriali in uno schema piramidale e che dalla periferia procede verso il centro nazionale. Auspico che i circoli territoriali svolgano un ruolo attivo e non siano solo spettatori di scelte che definiranno il futuro del Partito. Purtroppo, il dibattito che anima il partito in queste settimane ruota unicamente attorno alla  priorità di individuare un leader per il nostro Partito e alle regole che dovranno

portare alla sua elezione. In tal modo si finisce per tralasciare i problemi reali e urgenti del paese e per relegare in secondo piano il dibattito sull’identità del futuro partito. Una affermazione per nulla populista,bensì cosciente del fatto che la chiave interpretativa e le soluzioni ai problemi che attanagliano il paese divergono a secondo della impostazione valoriale e ideologica con la quale si intende caratterizzare il partito. Per farla breve il vero argomento del prossimo congresso dovrà essere l’idea di partito e il riferimento valoriale al quale si richiama; il vero nodo da scogliere sarà se il P D si caratterizzerà come un partito progressista , riformista , socialdemocratica o altro?

 

Attorno a questo tema dovrà quindi,svilupparsi il dibattito precongressuale, che preparerà la proposta che il partito avanzerà al paese e questo dovrebbe rappresentare l’unico spartiacque attorno al quale orientare ed articolare le proposte dei diversi candidati.

Diversamente, contrapporsi sulle regole non lascia presagire nulla di buono e fa presagire scenari di posizionamento in vista di futuri confronti nel partito che ripropongono meccanismi ai quali a parole tutti dicono di opporsi

Le regole devono invece servire a ribadire un criterio neutro, accettato nelle recenti primarie, un appuntamento da tutti definito una dimostrazione di partecipazione democratica innovativa per il nostro paese ed approvato in maniera unanime da tutte le sensibilità del partito.

In quella occasione Bersani rinunciando alla prerogativa, riconosciutagli dallo statuto, di esser in quanto segretario del partito il candidato alla guida della coalizione, ha dato vita a primarie per la scelta del leader della coalizione aperte.

Una scelta coraggiosa apprezzata da chi allora lo invitava a rinunciare per il bene del partito a questa prerogativa e che porta in se due aspetti incontrovertibili :

1) diverse sono le figure del segretario e del leader della coalizione

2)diverse sono le platee che contribuiscono alla elezione delle due figure

Da tale impostazione appare chiaro che mentre dovrebbe essere prerogativa degli iscritti scegliere il segretario,tale scelta non può invece,essere limitata solo in tale ambito quando ci si riferisce alla figura che deve incarnare una coalizione ed una idea di paese.

Per quanto attiene invece alla fase locale del congresso, esso non può prescindere da un bilancio di questi tre anni di segreteria, dalle scelte operate dal gruppo dirigente locale e dal  rapporto con l’attuale amministrazione.

A Casoria il PD pur avendo concorso in modo determinante alla vittoria del centrosinistra, constatata  l’impossibilità di concorrere nella definizione delle scelte programmatiche, ha avuto la forza e la dignità di passare all’opposizione.

La scelta di distinguerci da questa amministrazione è maturata in ragione del rifiuto di creare un coordinamento politico tra le diverse forze politiche della coalizione e della bocciatura sistematica delle diverse opzioni politiche messe in campo dal PD e non di certo di mere rivendicazioni di poltrone come falsamente i tanti detrattori hanno narrato in questi mesi.

Le nostre proposte hanno riguardato i principali settori, indicando opportune Modifiche del regolamento consiliare: finalizzate a limitare le convocazioni delle commissioni consiliari ed insieme l’esborso di gettoni e i rimborsi ai datori di lavoro a carico dei contribuenti.

Una necessaria Riorganizzazione dei servizi e dei dirigenti: da ottenere attraverso l’accorpamento dei settori e il ricorso a risorse interne onde evitare un ulteriore aggravio di costi per l’Ente. Una opportuna Riduzione dello staff del Sindaco: ritenendo uno spreco uno staff di 12 dipendenti (con aggiuntiva indennità non prevista dal contratto enti locali ),e l’ assunzione di una figura esterna e di un dirigente di staff. sempre ed ovviamente dall’esterno. Ragione poi di contrapposizione netta è stata l’ approvazione del P.U.C. accantonato il piano predisposto dalla Commissione Straordinaria e costato 500.000,00 € è stato attivato un nuovo iter al fine di adottare senza ulteriori controlli del CC un piano strutturale e un piano operativo con il quale gestire direttamente il territorio. Abbiamo proposto di ricontattare i progettisti, affinché adeguassero il PUC alle mutate esigenze, evitando nuove spese aggiuntive di uffici di piano e/o simili. Ancor più dissenzienti ci ha visto il Piano casa pensato in contrasto con quello approvato dal commissario straordinario che impediva nuove residenze in un territorio edificato per più del 90%, consente insediamenti nelle medie aree dismesse ed contempla variazione di destinazione da uffici a abitazioni per tutta una serie di lottizzazioni convenzionate. Scandaloso e quindi inaccettabile consideriamo poi il Piano casa bis nato perchè gli indirizzi precisi per superfici e volumetrie preesistenti approvati appena 40 giorni prima, non erano graditi a qualche Privato cittadino. In soli 16 giorni a partire dalla data di richiesta, si è istruita la pratica, è stata convocata la commissione urbanistica e il C.C. convocato con urgenza il 27 dicembre 2012 ha approvato la variante richiesta. Altra ragione di contrapposizione con l’amministrazione è stata l’Area dismessa della Tubi Bonna: vecchio sito industriale per la lavorazione dell’amianto, oggetto di variazione di destinazione da commerciale a residenziale prima ancora della sottoscrizione dell’atto convenzionale e della bonifica dell’aerea; solo l’intervento deciso del PD ha bloccato l’ennesimo esempio di spregiudicatezza e mancanza di cultura ambientale. In merito al PIU EUROPA il nostro partito ha dichiarato fin dal primo momento contrarietà per accorpamenti di progetti e la necessità di discutere, nell’interesse della collettività, la priorità di alcuni progetti rispetto ad altri. Invece, le scelte dell’attuale amministrazione consentiranno la realizzazione dell’ennesima cattedrale nel deserto, il Parco delle Arti realizzata su un suolo privato, i cui benefici saranno come è già stato per il Palacasoria esclusivamente di pochi privati appurata l’impossibilità per il comune di gestire e mantenere una simile struttura. Discutibile è stata inoltre la gestione delle Politiche sociali caratterizzata per erogazione a favore di gruppi organizzati di contributi a pioggia, a discapito di altre categorie sociali in difficoltà lasciate drammaticamente sole. E per concludere clientelare, spartitoria ed irresponsabile è stata l’azione di questa amministrazione rispetto la società Casoria Ambiente Spa: Una società con un primo Consiglio di Amministrazione nominato in palese contrasto con i requisiti previsti dal bando e con la nomina successiva di un amministratore delegato che non aveva nemmeno partecipato al bando pubblico.

Questi temi hanno determinato una contrapposizione dialettica del PD sfociata nella scelta di passare all’opposizione; scelta condivisa e sostenuta dalla segreteria provinciale di Napoli, che con sua nota invitava i rappresentanti del PD in giunta comunale ed il presidente del consiglio comunale a dimettersi. Tale invito veniva accolto dal solo presidente del consiglio, mentre gli assessori sceglievano, tutelati dal leader dell’API di rimanere in giunta fondando un movimento “Democratici per Casoria” in soccorso prima dell’amministrazione e poi della candidatura di Tabacci alle primarie.

Immediatamente è partita la campagna acquisti nel tentativo di puntellare la traballante amministrazione, assoldando in prima istanza il candidato sindaco del PDL Stefano Ferrara,insediato sullo scranno di presidente del consiglio in sostituzione del primo eletto del PD ed in seguito altri consiglieri sia di opposizione che in dissenso con la maggioranza

Diciamola tutta e in maniera franca : IL Pd di Casoria ribadisce con forza ed orgoglio la propria linea politica coerente e trova riprovevole e pertanto si dissocia da questo stantio modo di fare politica,fatto di sistematico ricorso alla redistribuzione di incarichi e prebende per acquisire voti in CC e consenso nel paese: un modello messo in campo da questa amministrazione capeggiata dall’assessore Casillo. Un vero campione di coerenza politica , un esempio da mostrare ai nostri giovani per convincerli, nonostante tutto, a credere nella politica e nell’impegno civile e che adesso,vorrebbe approdare nel nostro partito dopo un percorso contorto iniziato nel PSI, continuato dopo una breve presa di possesso di SEL,nell’API di Rutelli in cerca di un sicuro scranno in parlamento,abbandonato poi per Tabacci nelle primarie ,anch’egli immediatamente rinnegato dopo la chiusura per lui infausta delle liste a favore della scelta civica di Monti. Un percorso che sul territorio si è negativamente caratterizzato per la contrapposizione al nostro partito manifestatasi con l’appoggio ad afragola del candidato sindaco della PDL in contrapposizione alla candidatura del nostro vicesegretario regionale Mimmo Tuccillo

Ed ora vorrebbe concludere la sua parabola politica nelle fila del nostro partito,accompagnato dall’immancabile codazzo di fedelissimi che lo circonda,arricchito da una pattuglia di reduci,anch’essa acquisita a suon di incarichi e già  espulsi dal Partito democratico.

Si tenta una scalata al Partito Democratico di Casoria, con il consenso di dirigenti di partito “romani” che nulla conoscendo delle realtà locali, contraddicono le posizione delle segreterie cittadine, provinciali e regionali del PD e questo non può non rappresentare tema centrale del dibattito precongressuale nel nostro territorio. Si tratta di scegliere tra due modelli di partito , uno fortemente identitario , fiero dei propri valori per nulla contrattabili e l’altro teso unicamente alla gestione del potere .

Il Pd di Casoria finora è fiero di incarnato con i fatti il primo modello di partito, che non può essere mortificato.

Concludo con un appello che rivolgo a nome dei tanti militanti nauseati da questa prospettiva: Ridateci l’orgoglio di appartenere ad un partito che sappia operare delle scelte a partire dalle storie personali di ognuno di noi.

Siamo stufi ed avvertiamo come un corpo a noi estraneo un partito fatto di dirigenti che intendono  contrattare, per mero calcolo personale o di corrente, accordi romani che offendono e calpestano la storia, la coerenza e la dignità di tanti militanti che quotidianamente mantengono alta la bandiera del PD nonostante i tanti scivoloni politici romani.

Allo stesso modo siamo stufi di chi pensa di scavalcare la dirigenza locale recandosi a Roma in ragione di una sempre più lontano e poco fulgido passato. La storia recente avrebbe dovuto insegnare che alla fine i sogni romani finiscono per infrangersi sulle mura di Casoria.

In questo scontro politico tra il pd e quanti ci hanno avversato in questi mesi speriamo di avervi al nostro fianco .

Il segretario

Dott. Pasquale Amoroso

Casoria 24/07/2013

NB: relazione inviata dal Segretario Nazionale Epifani e dopo il convegno di ieri 24/07/2013 il Segretario Provinciale Luigi Cimmino l’ha sottoscritta

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