CASINI E LA TERZA SCELTA.

“Non ci interessano le vecchie strade”. Pier Ferdinando Casini chiude la porta al Pd e al Pdl insieme. Al centro di un serrato corteggiamento sia da parte dei democrat che dei pidiellini, il leader dell’Udc si tira fuori. Disponibile a “dialogare” con “le forze serie e responsabili” presenti nei due partiti. Ma alla larga, per ora, da fantomatiche alleanze di governo.
Casini mostra di non aver gradito l’istantanea di Vasto, con il segretario del Pd Pier Luigi Bersani, tra Antonio Di Pietro (Idv) e Nichi Vendola (Sel). “Chi nel Pd pensa di intraprendere vecchie strade – avverte – ha il nostro pieno rispetto, ma e’ una prospettiva che non condividiamo”. E se i democrat, con Anna Finocchiaro, gli chiedono di “giocare la partita” in questo delicato momento e “scegliere da che parte stare”, il leader Udc fa capire che ad abbandonare la linea ‘terzopolista’ seguita finora non ci pensa proprio.
L’ex presidente della Camera lo dice chiaro e tondo anche al Pdl. E ai tanti dal partito del premier che continuano a mandargli

segnali di interesse, in vista di un’alleanza di governo (ultimo, il ministro Raffaele Fitto). “Chi nel Pdl pensa che tutto possa procedere così, contrasta con il
buonsenso”, afferma Casini, con parole che sembrano una risposta ad Angelino Alfano e alla dichiarata intenzione di arrivare al 2013 con questo governo a guida Berlusconi.
Ai crescenti segnali bipartisan di interesse, insomma, l’ex presidente della Camera risponde picche. Anche perché non ci sta a togliere le castagne dal fuoco agli altri, nel momento del bisogno: “A volte parlano dell’Udc per non parlare di loro – afferma – perché hanno dei problemi che non riescono a risolvere. Ma noi non possiamo dargli una mano a risolvere i  loro problemi. Noi vogliamo dare una mano all’Italia – sottolinea – proponendo una strada di responsabilità e
serietà. Per questo vogliamo dialogare con le forze serie e responsabili che sono nel Pd e nel Pdl, perché sono due grandi partiti italiani che devono concorrere insieme a farci uscire dal caos in cui siamo piombati”.
E’ la via delle larghe intese e di “uno sforzo di responsabilità”” da parte di tutti, per salvare il Paese dalla crisi. La proposta di Casini resta sul tavolo. Agli altri, sembra avvertire il leader centrista, ora spetta coglierla.

 

 

Di Serena Percuoco

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