Biotestamento

L’OCCHIO SU ROMA

 ROMA- MONTECITORIO- Dopo la fiducia tutti sono in gran fermento per confermare e magari aumentare i propri voti. E il Presidente del Consiglio, qualunque cosa ne dica, in attesa della sentenza sul legittimo impedimento di gennaio, è uno di questi. Potrebbe essere la legge sul testamento biologico l'”arma segreta” di Silvio Berlusconi per rafforzare la sua maggioranza. Con un piccione, il presidente del Consiglio prenderebbe non due ma ben tre fave: si accattiverebbe l’Udc, spaccherebbe il Terzo Polo e metterebbe in crisi il Pd.

Approvando il biotestamento il presidente del Consiglio farebbe un grandissimo favore ai corteggiatissimi centristi, che tengono tantissimo al testo bloccato da oltre un anno per il ‘niet’ di Fini e dei suoi. Casini non vede l’ora di “incassare” questo provvedimento, e sarebbe certamente grato al premier per questa “gentilezza”. L’approvazione poi, creerebbe una forte spaccatura all’interno del neonato Terzo Polo, visto che sul testo i cattolici centristi assumerebbero un atteggiamento diametralmente opposto a quello laicista di Futuro e e liberta’ i quali mai voterebbero come l’Udc e puntavano ad affossarlo. “Last but not least”, sul biotestamento si spaccherebbe anche il Partito democratico: sul testo convergerebbero di sicuro anche i consensi dei deputati ex Margherita del Pd (cui il provvedimento sta a cuore quanto ai colleghi dell’Udc), mentre mai e poi mai un sostegno arriverebbe dagli ex Ds. Il provvedimento e’ stato approvato dal Senato il 26 marzo 2009, e da meta’ del luglio 2009 e’ all’esame della Camera; tuttavia, le commissioni Giustizia ed Affari sociali di Montecitorio sostanzialmente non ne parlano dallo scorso 12 maggio, quando sono stati presentati e votati gli emendamenti. Ma ora qualcosa pare muoversi. Nei giorni scorsi e’ arrivata alla commissione Bilancio (che esprime il parere sulle coperture finanziarie della legge) la relazione tecnica sul testo. Una relazione nella quale si evidenzia che alcune delle norme che esso contiene sono onerose: un aspetto che potrebbe rallentare l’iter, visto che le ristrettezze di bilancio non permettono al governo di varare leggi che prevedano nuovi e significativi oneri di spesa. Una volta arrivato il parere della Bilancio, sara’ possibile votare il mandato al relatore e mandare il testo in Aula.

  

 

 

 

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