BERLUSCONI, LA CRISI E LA TRAGICA IRONIA EUROPEA

ROMA – “Il governo vacilla, anzi forse crolla”. Questa la frase più bisbigliata in queste ore tra i corridoi di Palazzo Montecitorio. L’aria greve, irrespirabile, causata dalle ultime ben note vicende che hanno segnato i rapporti tra Unione Europea e Stato Italiano. Un inappropriato sorriso tra due capi di stato, che riescono a permettersi perfino ironia in queste ore che per l’Italia possono significare il collasso. Quello che fa meno ridere è che segnerebbe forse la fine del sistema Europa tutto, comprese Francia e Germania.

Ad ogni modo il nostro Premier ha avuto tre giorni, solo tre, per portare delle misure in Europa. Pena il declassamento. Ma il Consiglio dei Ministri di ieri non ha dato nessun effetto, e oggi c’è da sperare che accada qualcosa ma le acque sembrano ferme. Talmente ferme che per la prima volta Berlusconi, in un colloquio con Napolitano, avrebbe ipotizzato un possibile governo tecnico con a capo Schifani o Gianni Letta. Siamo quasi alla fine di un’era, e tutto perché Umberto Bossi, ministro delle Riforme per il Federalismo, non vuole rinunciare alle baby pensioni del suo nord, anche se questo deve significare rendere

impossibile l’unica riforma valida a salvarci dalla fine: quella sull’innalzamento delle pensioni, appunto.

 

E intanto – Silvio Berlusconi rischia di essere ”commissariato” da Bruxelles: una ”perdita di sovranità” che per uno dei paesi fondatori dell’Ue e della moneta unica rappresenta il ”massimo declassamento di un premier impantanato in scandali sessuali” e processi. Il Financial Times torna così sulla situazione italiana, alla luce anche dell’ultimatum di Bruxelles e della difficile situazione del governo italiano, titolando oggi ”Berlusconi di fronte al supremo declassamento sovrano”.

Dalla Germania, il Finacial Times Deutche sceglie una vignetta satirica: un ‘salvadanaio-maialina’, al posto del tradizionale porcellino di terracotta, per convincere Silvio Berlusconi a risparmiare.  E da oltralpe sul caso Italia interviene anche Le Monde sottolineando che ”Silvio Berlusconi tarda a presentare le riforme strutturali richieste dai suoi partner europei”.

”Il Cavaliere non e’ riuscito a convincere la sua coalizione a modificare il sistema delle pensioni” scrive il quotidiano francese ricordando che ”l’Europa intera aveva gli occhi puntati su Roma, ma nulla e’ arrivato”. ”Il consiglio dei ministri di ieri sera – aggiunge – non ha portato ad alcun annuncio, nessun progresso verso una riforma delle pensioni, che sembra la sola carta ancora a disposizione del presidente del Consiglio”.

”Il pericolo da una mancanza di decisioni da Roma e’ che – si legge nell’Ft – per l’Italia potrebbe essere necessario un formale salvataggio. E con esso – conclude – si realizzerebbe una interferenza senza precedenti nel processo decisionale italiano”

 

 

Di Serena Percuoco

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