BERLUSCONI BATTE FINI 314 A 311.

“Siamo solo in tre, tre somari e tre briganti, solo tre” così cantava Domenico

Modugno qualche anno fa. E tre sono stati i voti cha hanno salvato il Presidente del Consiglio dei Ministri dalla sfiducia

della Camera dei Deputati. Calearo, Scilipoti ed il sangiorgese Bruno Cesario sono stati decisivi a salvare Silvio Berlusconi. Abbiamo raccolto subito alla fine della votazione, grazie a collegamenti telefonici con alcuni amici giornalisti parlamentari per poter dare ai nostri web lettori il quadro chiaro della situzione dopo questo voto che ha un significato politico, economico e storico importante.

La mattinata politica è iniziata alle 9 al Senato, a Palazzo Madama, dove il voto di fiducia è scontato: prima le dichiarazioni di voto, poi i senatori hanno sfilato sotto i banchi della presidenza per pronunciare il loro sì o no. E’ stato ampio il vantaggio, dove l’esecutivo ha ottenuto la conferma con 162 sì e 135 no e 11 astenuti.

 

  
Alla Camera il via è alle 10,30 con le dichiarazioni sulla sfiducia, seguite dalla "chiama" per il voto.

Grande fermento a Montecitorio. Il Transatlantico è affollato di esponenti di governo, deputati e giornalisti.

“il Pri vota la fiducia” lo dichiara il segretario Nucara; Svp conferma l’astensione; I liberaldemocratici sono per la sfiducia;

Alle 11,05 prende la parola Di Pietro ed appena questi afferma “l’impero di cartapesta sta per finire” Berlusconi lascia l’Aula e con lui tutti i deputati del Pdl. Applausi alle 11,28 all’arrivo delle tre deputate in gravidanza e cioè Federica Mogherini del Pd, Giulia Bongiorno e Giulia Cosenza di Fli.. Al Senato Berlusconi ha incassato quattro voti non previsti: Antonio Fosson e Riccardo Villari del Gruppo Misto, Salvatore Cuffaro dell’Udc e Sebastiano Brugaretta dell’Mpa, quest’ultimo subito espulso dal suo partito, per aver votato in difformità al gruppo.

La Lega Nord conferma l’appoggio al governo mentre Bersani afferma: “voteremo questa sfiducia con convinzione, con compattezza”.

Alle 12,19 a Montecitorio sono iniziate le operazioni di voto con chiamata nominale. Si è partiti dalle parlamentari presenti in Aula malgrado la loro gravidanza. Alle 13,01 il Presidente della Camera dei Deputati Gianfranco Fini si è visto costretto a sospendere per qualche minuto la seduta perchè doipo il voto di Catia Polidori, deputata di Fli, che ha votato no alla sfiducia, è scoppiato un duro scontro tra finiani e leghisti.

Alle 13,42 la Camera ha confermato la fiducia al Governo respingendo con 314 no e 311 sì le due mozioni di sfiducia presentate nei confronti dell’esecutivo Berlusconi. Ecco le prime dichiarazioni: Vendola: “L’Aula della Camera dice che non esiste più una maggioranza di centrodestra, 314 voti non sono la maggioranza assoluta. Il dato politico è netto, il governo Berlusconi è stato sfiduciato.” Maroni : “oggi la maggioranza ha vinto una prova di forza, ma le elezioni restano sullo sfondo”.

D’Alema: “314 voti raccattati in questo modo non sono una base per governare il paese”. Fini: “la vittoria numerica di Berlusconi è evidente quanto la nostra sconfitta, resa ancor più dolorosa dalla disinteressata folgorazione sulla via di Damasco di tre esponenti di Futuro e Libertà. Che Berlusconi non possa dire di aver vinto anche in termini politici sarà chiaro in poche settimane”.

Per finire il Ministro della Semplificazione normativa Calderoli: “il governo mangia il panettone ma non mangerà la colomba, perché in mezzo ci saranno le elezioni”. Fiducia, ok a Berlusconi, questa la sentenza di oggi sulla politica italiana.

Ai posteri l’ardua sentenza.

 

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