Assunzioni illecite alla GEFI, bufera su Ferrara

Vergogna. È la parola che ha risuonato più spesso. Da Nando D’Anna a Pasquale Fuccio, da Luisa Marro ai numerosi cittadini in aula. Tutti contro l’indomito Ferrara che solo contro tutti, senza l’appoggio dei suoi silenti sostenitori (ammesso che ne siano rimasti tra le disastrate file della maggioranza), ha affrontato con pochi argomenti la domanda postagli ora in modo velato, ora chiaramente, dal Consiglio: è vero che pochi giorni prima della votazione del riequilibrio di bilancio, la figlia del consigliere dell’UDC Enzo Ramaglia è stata assunta dalla società GEFI scavalcando chi ne aveva realmente diritto, quella stessa GEFI che secondo una convenzione con il Comune per assumere personale ha obbligo di attingere al bacino degli ex dipendenti della Castaldo? Ed è vero che la medesima strada è stata spianata anche per la nipote dello stesso Sindaco?

Voci infondate, dichiara Stefano Ferrara. Verità dimostrabili, gli gridano dal pubblico, usurpazione del lavoro a persone assunte regolarmente (gli ex dipendenti della ditta Castaldo ora disoccupati in attesa di entrare alla GEFI) per far posto a figli e nipoti.

«E dopo questo» dichiara il PD Pasquale Fuccio «sono in arrivo anche altri incarichi per parenti e amici del Sindaco o dei dirigenti».

L’ordine del giorno del Consiglio Comunale del 22 ottobre era la relazione del Sindaco sulle presunte assunzioni illecite alla GEFI.

Ferrara parla tanto, ma non dice nulla. Non dà risposte chiare e non dà spiegazioni, tergiversa. Sfoggia l’ammirevole capacità di parlare per quasi un’ora sciorinando una interminabile teoria di date e numeri di delibere e di note che avrebbe dovuto delineare lo sviluppo della questione GEFI, ma serve solo a zittire gli ex Castaldo che protestano. L’infinita litania cronologico-burocratica di Ferrara accompagnata da discorsi sul diritto inalienabile al lavoro non fa che irritarli di più, tanto è palese la presa in giro. Dieci anni di controversie ricostruiti a suon di leggi, articoli, commi, note e delibere. Mi piacerebbe raccontare la storia della vertenza secondo Ferrara, che peraltro tutti gli ascoltatori conoscevano già benissimo, ma dopo dieci minuti di nenia ho smesso di ascoltare anch’io.

I cittadini continuano a chiedere spiegazioni, il Sindaco, invece, prende a ringraziare chi ha permesso la risoluzione della vertenza e ridato dignità ai disoccupati Castaldo.

«Ci avviciniamo finalmente a un’economia viva» dice addirittura Ferrara. E ritira in ballo Ovulo commerciale e aree dismesse, che vanno sempre bene per rabbonire i disoccupati che protestano in Consiglio Comunale, così come era successo con gli LSU che chiedevano la loro stabilizzazione.

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